Finita la crociera di Capodanno alle Grenadines
Gen 14
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Il 10 gennaio sono rientrati i valorosi velisti che hanno avuto il coraggio di affrontare il Capodanno in questa acque infestate da animali di tutte le razze, esseri umani dei più strani presenti sulla terra, spiaggie inquinate, acqua torbida e maleodorante…insomma un vero inferno!!!
Hanno resistito per ben 12 giorni in condizioni estreme, spesso al limite dell’umana sopravvivenza.
Malgrado tutto sono riusciuti ad uscirne illesi e potranno commentare anche loro la atroce esperienza piena di privazioni e sofferenze.
Scherzi a parte, l’avventura è iniziata il 29 dicembre con l’imbarco a Le Marin, in Martinica per mollare gli ormeggi il 30 mattina visto che le formalità della barca erano già state fatte da me che ero già sul posto.
Passaggio veloce a Sant Anne per unirci all’altra barca che ci stava aspettando li visto che erano arrivati un giorno prima.
SI alzano le vele e si parte per St.Lucia per passare la prima notte a Marigot Bay.
Il mare è tranquillo il vento debole ed ogni tanto occorre un po’ di motore per non rendere la navigazione troppo lenta (chi dice che i catamarani sono veloci??)
Arriviamo a Marigot prima del tramonto e si presenta subito un bel colpo d’occhio.
A letto presto, alla mattina alle 5 si parte per arrivare a fare l’ultimo dell’anno a Bequia dove musica e feste non mancano.
Arriviamo infatti verso le 15 per goderci un bagno nelle acque turchesi che fanno parte della scenografia di quest’isola e ci accompagnerà per tutte le Grenadines.
Si prepara la cena a bordo per poi scendere a terra per festeggiare la mezzanotte con tutto il mondo!
Giorno dopo, pratiche doganali e si parte per Tobago Cays.
La discesa veloce era voluta da tutti per poter godere al massimo della bellezza del caio e il meteo fa anche di più.
Ci fa trovare un’acqua quasi ferma per la scarsa attività dell’aliseo e sembra veramente di stare in piscina, solo che è immensa, con fondo di sabbia e coralli e pesci a non finire.
Tartarughe, aquile di mare, razze, squali insomma non è mancato niente e tutti era visibile anche di notte grazie ad una Luna piena che illuminava il fondale anche di notte.
Tre giorni di snorkeling, abbronzature, aragoste, pesce arrosto e cena in spiaggia sotto le palme grazie al mitico Jean-Claude un nome una garanzia.
La prima notte, malgrado la stanchezza, mi sono trovato all’una di notte con Tobago Cays totalmente illuminato alla luna, l’immensità dell’oceano in prua, il vento e le onde. In cuffia "The Great Gig in the sky" il mitico pezzo dei Pink Floyd, l’assolo vocale più famoso al mondo. Il lettore MP3 messo con "ripeti brano", psicadelia su psicadelia, pelle d’oca.
Mentre sto li a prua del cata in questo stato di fusione totale con gli elementi vedo una sagoma nuotare vicinissimo allo scafo, inconfondibile, uno squalo. Bellissimo.
L’equipaggio dorme pesantemente già da un po’ ed io mi costringo a raggiungerli, le giornate sono comunque piene.
Decidiamo che è ora di vedere qualcos’altro ed usciamo dal "HorseShoe Reef" per andare a visitare la piccola isoletta di Petit Tabac, uno spettacolo come sempre qualche ora di bagni e foto e decidiamo di rientrare nel reef, troppo dura allontanarsi da quei colori e da quelle spiaggie bianche.
L’indomani si parte per Petit Saint Vincent, per gli amici PSV. Mopion è una gobba di sabbia che spunta dall’oceano. Prima c’era sopra anche una palma oltre ad un ombrellone fatto di legno e foglie di palme. Da un po’ un uragano si è portato via la palma ma l’aspetto da isoletta da barzelletta della settimana enigmistica rimane sempre.
Questa è la parte più meridionale che la nostra crociera ha toccato quindi da adesso in poi si mette la prua a Nord e comincia un lento rientro che vi racconterò prossimamente. Intanto aspetto qualche commento.

